FUTEBOL URUGUAYO:

'' É uma religião nacional. A única que não tem ateu. Somos poucos: 3,5 milhões de uruguayos. É menos gente do que um bairro de São Paulo. É um país minúsculo. Mas todos futebolizados. Temos um dever de gratidão com o futebol. O Uruguay foi colocado no mapa mundial a partir do bicampeonato olímpico de 1924 e 1928, pelo futebol. Ninguém nos conhecia.

O futebol uruguayo é o melhor? Não. No mundo guiado pelas leis do lucro, onde o melhor é quem ganha mais, eu quero ser o pior. Não poderíamos sequer cometer o desagradável pecado da arrogância. Seria ridículo para um país pequeno como o nosso. Não somos importantes, o que é bom. Neste mundo de compra e venda, se você é muito importante vira mercadoria. Está bom assim.

Como explicar Uruguay?.... Somos um pouco inexplicáveis. Aí é que está a graça".

EDUARDO GALEANO - Escritor

terça-feira

CALCIATORE URUGUAIANO ENZO FRANCESCOLI

Enzo Francescoli Uriarte (Montevideo12 novembre 1961) è un ex calciatore uruguaiano di origini italiane, di ruolo mezzapunta centrale. Campione sudamericano con la Nazionale uruguaiana nel 19831987 e 1995.
Occupa la 24ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori sudamericani del XX secolo pubblicata per IFFHS nel 2004. Nel 2004 è stato inserito nel FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione del centenario della federazione.
È soprannominato El Príncipe.
La sua carriera da professionista iniziò nel Montevideo Wanderers, club di medio-alto livello della sua nazione con cui giocò nelle giovanili dal 1977 al 1979 ed in prima squadra, con eccellenti risultati, dal 1980 al 1982. Nell'estate di quell'anno passò dagli argentini del River Plate, con cui divenne alla prima stagione capocannoniere del campionato argentino grazie alle 24 reti realizzate in 33 partite.
L'anno seguente si ripeté, stavolta con 25 centri in 34 match. Stupì tutti quando, nel 1986, lasciò l'Argentina per una modesta squadra francese, il Racing Club de France (che poi assumerà il nome di 'Matra Racing Paris'). Stella assoluta di questa società, dopo tre anni passò all'Olympique de Marseille, con cui giocò 28 partite (condite da 11 gol) nella serie A di Francia.
Si trasferì in Italia nel 1990, anno in cui venne ingaggiato dal Cagliari insieme ad altri due uruguaiani: "Pepe" Herrera e Daniel Fonseca. Con i rossoblù Francescoli arretrò la sua posizione in campo, perdendo quasi totalmente la sua verve offensiva: in tre anni segnò solo 17 reti in 98 sfide di campionato, ma i tifosi sardi lo ricordano comunque ancora come uno dei più grandi calciatori della storia del Cagliari. Indelebile nella loro memoria resta il gol contro la Sampdoria campione d'Italia nella prima giornata del campionato 1991/1992. Nel 1993 passò al Torino, con cui giocò solo una stagione (24 presenze e appena 3 centri).
Nel 1994 tornò al River Plate, il club in cui Francescoli si era meglio espresso. Restò fino al 1997, anno del suo ritiro dall'agonismo, e pur sommerso da infortuni ed acciacchi riuscì a tornare grande (19 goal nel 1996). Con il River iniziò la stagione 1997-1998, ma la interruppe a dicembre dopo essere sceso in campo sei volte ed aver messo la palla in fondo alla rete una volta. A tutt'oggi è il terzo miglior bomber della storia del River Plate.
Molto stimato da Zinedine Zidane (che ha chiamato il suo primogenito Enzo in suo onore), Francescoli era soprannominato "El Flaco" per la sua magrezza ed era considerato l'alter ego sudamericano di Roberto Baggio. Con la nazionale del suo paese ha disputato sia i mondiali del 1986 che quelli del 1990, riuscendo a portare il calcio uruguagio a discreti livelli.
Nel marzo del 2004 è stato inserito dal grande attaccante brasiliano Pelé all'interno del FIFA 100, la speciale classifica che include i migliori calciatori del mondo di tutti i tempi.


Campione Sudamericano 1983, 1987, 1995